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“SALVO”

“SALVO”

Rosa, una amiga desde hace muchos años, un día me manda un pequeño relato que presentó en un concurso y por el cual ha conseguido el primer premio.

Mi enhorabuena! Y por su amor a mi tierra, Italia, la homenajeo publicando el mismo para que podáis disfrutarlo.

“SALVO“

de Rosa Río López


Mi chiamo Salvatore Santini e sebbene tutti mi chiamino Salvo, così è come mi chiama mia madre tranne quando mi rimprovera e allora sono Salvatore. Mia mamma è una siciliana dai capelli rossi e grandi occhi verdi che tanto mi piace guardare.

Ho nove anni ed un cane bianco che si chiama Neo perché all’orecchia sinistra ha una macchia nera. Un giorno d’estate nel mio paesino a quell’ora quando tutto è muto e fermo il mio inferno era prossimo. Faceva un’afa da morire e dopo il pranzo mia madre si è sdraiò sul divano per fare un bel pisolino. Io e Neo piano piano siamo saliti per la scala per andare nel ripostiglio a cercare qualcosa per fare il gioco che volevo fare, lo scienziato, così ho indossato una vecchia giaccha di mia madre e subito dopo a lume di candela ho cominciato a cercare qualcosa per fare il mio esperimento, ma mi sono immedesimato così tanto che  mi sono dimenticato di tutto al punto di non rendermi conto del fumo che c’era dappertutto. All’improvviso tutto era diventanto una nuvola grigia. Ero confuso e spaventato, non sapevo cosa era successo, non vedevo niente, soltanto sentivo Neo abbaiare e con i suoi morsi mi spingeva a uscire da quello che era diventato una gabbia. Non sapevo cosa fare. Sbalordito e trascinato dal mio cane siamo scesi per la scala  in tre passi e siamo scappati fuori tra voci di persone sconosciute che portavano parecchi secchi d’acqua per spegnere il fuoco. Un casino.

Sono corso guidato dal mio cane verso la strada. Avevo paura e  volevo sparire da lì. Sono andato da mia nonna e poco dopo le ho raccontato quello che era successo.

Sono passati tante ore e mia madre non è venuta a prendermi. Ho visto mia nonna piangere. Le ho domandata e lei mi ha detto che mia mamma non tornerà mai. Ma io continuo ad aspettarla, non temo la sua punizione, soltanto voglio guardarla negli occhi e sentire la sua voce chiamamdomi: Salvatore!”


ENTREVISTA A LA ESCRITORA

¿Rosa RRL. cuando te ha acercado a la lengua italiana, que te atrae de Italia y su cultura, y porque decides escribir un cuento en italiano?

Desde que me reconozco como persona adulta he sentido muy dentro de mí está pasión por todo lo que rodea a la lengua italiana, su cultura, gastronomía y su gente. Me siento afín y deseosa de seguir ampliando mis conocimientos sobre Italia.

Siguiendo a este deseo me matriculé en la EOI para estudiar debidamente la lengua italiana, de hecho tengo acreditado el B2 en el 2011, sin embargo en el año 2013 empecé a estudiar inglés también en la EOI.

¿En que momento ha decidido presentarte a un concurso de relatos? Nos puede contar algo sobre esto?

Mi otra pasión es la literatura. Convocaron un concurso de relatos en cualquiera de los idiomas que se estudiaban en la Escuela, y decidí presentarlo en italiano, con la fortuna de ganar el concurso.

¿Sigue en contacto con la cultura italiana, y en que modo?

“Si senz’altro, mi piace tanto”.

Siempre que puedo leo e intercalo mis lecturas incluyendo algo en italiano para seguir cultivando mi pasión e intentando por otra parte que no se me olvide.

Sigo también a través de la red el blog de faustorazo Lo sciacqualingua, qué es un blog muy interesante sobre la lengua italiana.
Y siempre que puedo “parlare o scrivere in italiano”  lo hago sin dudarlo.

Seguirás escribiendo en italiano?

Si escribiré de nuevo en esta bella lengua, y no lo sé, aunque como soy escritora y es algo que me nace, si de nuevo siento la necesidad de escribir en este idioma lo haré, si bien es cierto que hasta ahora solo lo he hecho en español, con la salvedad de ese relato.

Bibliografia:
Relatos Sueños, Ed. Letras con arte, ISBN 9788494651823


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